Lavorare in nero.

I rischi che corre il lavoratore in nero.

Conseguenze civili e penali.

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Non di rado accade che per necessità si accetti un posto di lavoro irregolare o a nero con pagamento dello stipendio senza applicazione del contratto collettivo e senza il versamento dei contributi contributi e altre indennità previste per legge. Le conseguenze negative previste per il lavoratore non sono assolutamente da sottovalutare e in un certo senso non sono meno gravi di quelle per l’azienda.

Il lavoratore in nero, chiaramente, ha diritto a vedersi retribuito, comunque, se ciò non accade, è suo diritto agire in causa contro il datore per ottenere le differenze retributive. Nonostante il dipendente abbia il diritto a essere retribuito, non ha però l’opportunità di richiedere all’Inail il risarcimento per il cosiddetto infortunio in itinere ed in caso di cessione dell’attività in cui è occupato non ha la prerogativa del mantenimento del posto di lavoro presso la nuova azienda come invece la legge prescrive.

Una conseguenza negativa del lavoro nero, da non sottovalutare assolutamente, si ha quando il dipendente, formalmente disoccupato, lavori in nero percependo l’assegno di disoccupazione (Naspi). In questo caso il lavoratore commette il reato di «falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico», dichiarando il proprio stato di disoccupato all’Inps. La pena consiste nella reclusione fino a 2 anni. Inoltre, per aver indebitamente percepito erogazioni ai danni dello Stato, si rischia, oltre alla restituzione di tutte le somme percepite a titolo di Naspi dall’Inps, la reclusione da sei mesi a tre anni.

Per quanto riguarda eventuali sanzioni fiscali, il lavoratore in nero non rischia un accertamento Irpef sui redditi percepiti e non dichiarati, perchè lo stipendio da lui percepito anche se fosse stato occupato regolarmente sarebbe stato al netto delle imposte, non essendo obbligato a fare nessuna dichiarazione all’Agenzia delle entrate.

Sotto il profilo penale e ammistrativo cosa rischia il lavoratore che fa causa all’azienda?

La risposta è niente. Il lavoratore può fare causa all’azienda senza subire alcun pregiudizio. Nel caso di indebita percezione dell’indennità di disoccupazione, nell’ ambito del processo civile civile il giudice non può accertare il reato ma condanna l’azienda al pagamento degli arretrati.

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